
-Sei un cialtrone- così mi disse quella stronza.
Proprio così. Sei un cialtrone. Poi si è girata ed è sparita.
Mai nessuno mi aveva dato del cialtrone prima. E non nascondo che l’esatta definizione mi era sconosciuta. Ero comunque certo che non si trattasse di un complimento.
Sono stato insultato in ogni modo. In ogni lingua e dialetto, ma la cosa che più mi secca è essere insultato con un termine di cui ignoro l’esatto significato.
È una doppia beffa. Un offesa aggiunta.
La prima volta che mi capitò avevo diciotto anni.
Fu un bambino poco più che settenne.
Avevo appena messo il piede fuori di casa, quando un pallone raggiunge i miei piedi
-Signore, signore mi scusi può passarmi il pallone?
Un bimbo in compagnia di alcuni suoi coetanei reclamava il suo tango.
Col piede sinistro alzai la palla. Poi pallaggiai un paio di volte col destro. Poi col ginocchio. Alzai il pallone in aria. Lo stoppai col petto ed in fine liberai il mio destro infallibile. Il pallone schizzò in aria ed atterrò sul balcone del signor Pozzi, al quarto piano. Proprio dove volevo che andasse.
Il bimbo mi guardò incredulo.
Credeva che certe spacconate succedessero solo nei film.
Mi guardò con occhi sprezzanti…poi disse con uno strano accento vagamente anglosassone
-Cafone, periferico e anche un po' zuzzurellone.
Zuzzurellone?!!!!
E cosa diavolo significa?
Tornai di corsa a casa ed afferrai lo Zanichelli con rabbia.
U…
Vi…
Zeta…
Zanzara…
zibaldone…
zuccheriera…
zuzzurellone: "persona già adulta che nella vita si comporta come un bambino, facendo scherzi e giocherellando spensieratamente"
Ebbene sì, sono proprio uno zuzzurellone.



